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LIZZA 2020

Ci siamo quasi! Il fascino della Lizza é inciso nella pelle di ogni Aletino, scolpito nei segni profondi delle memorie fatte di luminarie e odor di caramello, di angurie succose e sedani gocciolanti acqua, di noccioline tostate e melodie di violini, di colori che squarciano il nero della notte e fragori che rimbalzano nello stomaco, di persone che vanno e vengono incrociandosi negli stretti spazi fra le bancarelle.... É la magia di un rito collettivo cui, da secoli, nessuno si sottrae, anche chi preferisce restare a casa e vivere la festa a distanza. Ecco, per questo inaspettato agosto 2020, « vivere a distanza » é diventato necessità, non più opzione, lo sappiamo. Ma se gli incontri non possono accompagnarsi con strette di mano e abbracci, se non ci si potrà incrociare nel turbinio della folla illuminata da mille luci colorate, se tutto ciò che é stato rimane sospeso e proiettato in un futuro prossimo,per questa Lizza insolita, che ne dite se TUTTI ACCENDIAMO le luci sugli usci delle nostre case, come già facevano i nostri antenati, in segno di omaggio alla nostra Protettrice? Facciamo di ogni porta un’offerta votiva luminosa, intima, semplice che aggiunga ciò che manca a questa festa senza folla, senza abbracci, senza esteriorità. Proviamo a “ fare di necessità virtù “, impiegando un po’ del nostro tempo per realizzare ( o riciclare) quei LAMPIONCINI ARTIGIANALI così legati alle nostre radici e alla nostra storia, intensificando la tradizione tipicamente Aletina, simbolo dell’accoglienza riservata alla statua lignea dell’ ASSUNTA, giunta da Venezia al porto di Gallipoli, l’8 dicembre 1723. Il triste periodo che tutti viviamo ci offre l’opportunità di riflettere, di ridisegnare le coordinate della nostra esistenza e di valutarne le vere priorità. Ognuno di noi sceglierà le proprie personali priorità, com’è giusto che sia, ma sarebbe bello, per la nostra festa, scegliere una priorità, un modo di manifestarsi come COMUNITÀ, attraverso un lampioncino votivo fatto con le nostre mani, appeso ad ogni uscio di casa. “ANDRÀ TUTTO BENE”, anche grazie alla nostra tenacia e alla nostra energia perché “..in ogni vera opera, anche in quella puramente manuale, c'è un che di divino.”( T. Carlyle)

 

 

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